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Non è certo per dovere didattico che si ripercorre la vicenda umana di un artista, anche perché la sua opera vive di un'autonomia propria, alimentata unicamente da quegli elementi estetici che in essa emergono. Le sensazioni e le emozioni che l'opera stessa fa nascere in noi, ci legano al suo autore con una sorta di riconoscenza e di affetto che inducono a conoscerlo meglio, a indagare tra le alterne vicende della sua vita, per coglierne i momenti e gli aspetti che più decisamente aiutano a scoprire nell'uomo il personaggio e l'artista. Alla luce di queste considerazioni e confortati da tante confidenze, ricordi, sfoghi e anche pettegolezzi, di cui ci ha gratificati in tanti anni di amicizia......
seguiamo lo svolgersi degli eventi che hanno caratterizzato, fino ad oggi, la vita di Norberto, cercando di sottolinearne i legami con la sua avventura pittorica.Non è importante, per esempio, sapere che egli è nato il 18 settembre 1927, a Spello. Poteva essere nato in un qualsiasi momento di una qualsiasi epoca perché gli stati d'animo che lo interessano sono comuni agli uomini di |
tutti i tempi.Di maggiore interesse è sapere qualcosa dei sui genitori. Il padre mediava la compravendita del bestiame e commerciava il grano e l'olivo dei contadini. Aveva, però, anche una trattoria, dove, commercio permettendo, sentiva il bisogno di fare il |
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cuoco per soddisfare sue sopite esigenze creative ed artigianali. La madre, che curava la casa, i cinque figli e la trattoria, trovava anche lei il tempo di farsi apprezzare, per l'armonia dei modelli e la bravura di esecuzione, cucendo gli abiti da Prima Comunione dei bambini di Spello. Questo clima familiare di attenzioni rivolte, per quanto possibile, alle necessità interiori, Norberto se lo porta dietro frequentando la scuola inferiore. Di quel periodo, infatti, ha ricordi singolari, come quello, per esempio, di riconoscere la tanto desiderata ora di uscita dalla posizione di un raggio di sole che entrava dalla finestra. Può sembrare un banale interessamento ai fenomeni della natura, ma non è così semplice. In realtà, l'osservazione è rivolta al raggio di sole che si insinua tra gli oggetti, quindi, non alla sola natura, ma al rapporto che l'uomo ha con essa. Così come il fascino prepotente che su di lui esercita il contesto urbano dove vive, è sempre misurato con l'attento interessamento al tranquillo prodigarsi di quei personaggi che ne popolano lo spazio vitale. La sua famiglia, abbiamo già visto, non vive la miseria atavica di chi coltiva la |
terra, ma nemmeno ha quelle disponibilità che qualificano come "signorotti" i benestanti di provincia. La dignità dei poveri è una grande virtù, sconosciuta ai più, ma costa sacrifici e richiede la collaborazione di tutta la famiglia. Anche per Norberto è il momento di scegliere come collaborare. Poco più che dodicenne lo troviamo a Roma, in Trastevere, dallo zio sarto. E certo non è un caso che la scelta sia caduta su di un |
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mestiere di quelli manuali creativi. L'impatto con Roma è di grande interesse per il ragazzo Norberto ed anche qui, alle ovvie peregrinazioni turistico-culturali, unisce l'attenta osservazione di quella ricchissima galleria di personaggi che poteva essere allora Trastevere, in quei tempi drammatici intorno al 1940. Per lui, abituato alla metodica tranquillità della sana vita familiare, l'inserimento in questo mondo difficile è stato durissimo. Basti pensare alla risolutezza, per esempio, con cui bisognava tenere le distanze da certa delinquenza che in Trastevere era di casa. Sembra letteratura e invece sono molti gli episodi drammatici vissuti in prima persona e superati facendo appello a risorse interiori che non pensava neppure di possedere. E se l'impatto con Roma, soprattutto con Trastevere, non si è trasformato da esperienza in trauma lo si deve soltanto alla sua precoce maturità e al grande equilibrio dimostrato nella valutazione degli episodi. Comunque, gli avvenimenti precipitano e nel 1942 è costretto a tornare nella sua Spello. Questo periodo, a casa, ha per lui un sapore nuovo. E' un continuo confronto tra l'esperienza romana e la sua terra, la sua gente, i diversi modi di vivere e di affrontare i problemi. Il bagaglio di |
accresciute conoscenze gli è utile soprattutto per rivisitare con interessi nuovi gli affreschi di Assisi e della Cappella Baglioni a Spello. E' il 1946. Il ritorno alla normalità dopo eventi così drammatici è sempre duro, ma va affrontato.Norberto, sempre a fare il sarto e sempre dietro lo zio, va a Bergamo, ed esattamente nella splendida BergamoAlta, così ricca di architettura e di atmosfere tanto diverse da suscitargli emozioni intense e continue. Intanto, gli anni di Roma e di Bergamo sono bastati a far di lui, molto giovane, un bravissimo sarto. Tutti se ne meravigliano, lui no. Ormai da molto tempo si rende conto di questa sua straordinaria capacitàmanuale e |
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della disinvoltura con cui può affrontare e risolvere qualsiasi lavoro. E tutto questo, per Norberto, è motivo, se non proprio di angoscia, almeno di turbamento. Non riesce a stabilire i termini precisi di un rapporto, che pur deve esistere, tra questa facilità di fare e la forza incessante che lo spinge a conoscere, osservare, valutare, confrontare nel loro intimo più profondo uomini e cose. Realizzare il desiderio diaprire un laboratorio proprio si unisce, nel 1950, alla gioia di tornare a Spello. Ma se gli aspetti esteriori del vivere tendono a pianificarsi e ad inserirsi nel quotidiano, la problematica interiore, ora che c'è più tempo da dedicare alla riflessione, si riaffaccia con intensità sempre crescente, accompagnata dalle ansie e dai dubbi di sempre. La confusione rischia di lasciare il posto all'angoscia, così Norberto, che ha ormai capito che comunque ha qualcosa da dover dire, decide, nel1951, di dipingere un quadro. L'opera suscita l'ammirazione della piccola corte di frequentatori che quotidianamente si agita intorno alla sua bottega. Ma Norberto è profondamente deluso.Quel quadro, e i pochi altri, che lo hanno seguito, non hanno dipanato la matassa dei sui pensieri.
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GALLERIA D'ARTE DI LUIGI PROIETTI - ARTITALIA
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