Situata su un colle che si propende nella valle, con le pendici coperte da ulivi, Trevi appare al viaggiatore quasi come una chiocciola protetta nel guscio. Cosė la descrisse Leopardi: "che con iscena d aerei tetti la ventosa cima tien". La parte più alta della cittadina costituisce il nucleo originario altomedievale (con tracce dell'insediamento d'epoca romana), sotto cui si apre a ventaglio l'ampliamento due-trecentesco (la Piaggia). Se ad attrarre in un primo momento sono la caratteristica struttura dell'abitato e lo splendido panorama, al visitatore attento Trevi rivela il suo prezioso patrimonio storico-artistico: le sue chiese, i suoi palazzi, il suo teatro. In particolare meritano una visita il Duomo, dedicato a S. Emiliano (costruito nel XII-XIII secolo ma con rimaneggiamenti successivi) e la quattrocentesca chiesa di San Martino, al termine della panoramica passeggiata. La chiesa di San Francesco ospita invece la pinacoteca e il piccolo ma interessante Museo dell'olio. Nei dintorni meritano una visita la splendida chiesa di S.Maria di Pietrarossa (oggi in restauro, a seguito degli eventi sismici del 1997), vera enciclopedia della locale pittura quattrocentesca. Sulla strada che da Trevi porta a Bovara, si incontra il santuario della Madonna delle Lacrime, con affreschi del Perugino e dello Spagna. Poco distante dal nostro frantoio sorgono la chiesa romanica di S. Pietro di Bovara, con il bel portale scolpito, e andando verso Spoleto, le celebri Fonti del Clitunno. Celebrate fin dall'antichità (ne parlano Virgilio e Plinio il Giovane), arricchite da un tempietto paleocristiano, sono uno dei luoghi più ameni e riposanti della regione.
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